L'acusmatica è prima di tutto la SITUAZIONE
nella quale si fruisce di un suono senza che la sua sorgente reale sia
visibile: il paesaggio naturale di notte al buio; il suono dell'orchestra
collocata nel "golfo mistico" senza scorgere gli strumentisti; i
suoni provenienti da una radio, da un lettore cd o da un walkman.
La musica acusmatica è un'arte sonora le cui opere sono realizzate in
studio con suoni ripresi da microfono e/o da sintetizzatore, manipolati e fissati su supporto analogico o digitale.
Si differenzia sia dalle elettroniche “di consumo” per l’assenza di suoni di
batteria elettronica che scandiscono il tempo, sia dalla musica elettroacustica
o elettronica dal vivo (di origine
“colta” o “popular”) perché, in “concerto”, non sono presenti strumentisti che
producono o elaborano suoni.
E' destinata ad un tipo di ascolto attento e concentrato, che avviene in
condizioni rilassate, senza essere offeso da dinamiche sonore che oltrepassano
una dimensione ambientale "ecologica".
In tali condizioni è necessario un uso cosciente e raffinato degli
altoparlanti, che da meri strumenti di riproduzione asettica del suono
assurgono al ruolo di strumenti di proiezione sonora che fanno di quest'arte
una sorta di "cinema per l'orecchio". L'acusmatica utilizza qualunque
tipo di materiale sonoro, spostando continuamente il confine tra suono e rumore
fino a considerare tutti i suoni esistenti o immaginabili potenzialmente idonei
per la creazione artistica.
Il “concerto” acusmatico (proiezione acusmatica) è la diffusione delle
composizioni in sala
(anche in spazi non abitualmente destinati alla musica) attraverso un
sistema di “proiezione del suono”, detto acusmonium, senza musicisti che
generano suoni “ dal vivo”. Sta al
concerto tradizionale acustico (o misto acustico-elettronico) come il cinema
sta al teatro: non prevede “attori” in carne ed ossa (strumentisti) ma solo
immagini, in questo caso “immagini” sonore.